Category Archives: ITALIA

Italia, un paese alla deriva

Una parola ed un pensiero, lo scriviamo noi:

05/02/2012: San Remo, 47 anni, elettricista si spara.
26/02/2012: Firenze, 65 anni, imprenditore si impicca.
02/03/2012: Ragusa, commerciante tenta di darsi fuoco.
02/03/2012: Pordenone, 46 anni, magazziniere si suicida.
09/03/2012: Genova, 45 anni disoccupato, sale su un traliccio della corrente.
09/03/2012: Taranto, 60 anni, commerciante trovato impiccato.

Euromobility 2011, Analisi sulla mobilità sostenibile in Italia

Il Bike Sharing sembra non decollare in Italia, lo si può verificare dall’analisi eseguita da Euromobility. Di seguito alcuni anagrammi:

Siti web istituzionali e informazione: link sui media

Il problema esiste da molti anni, cioé ci sono siti web di enti e istituzioni i quali hanno una pagina dedicata ai media (edicola virtuale) e fanno selezione su alcuni, come se altri non fossero altrettanto meritevoli di essere menzionati. Ovviamente ci sono siti web che ben poco hanno di contenuto ed altri sono pressocché una sorte di albero di natale, ma c’è chi lavora onestamente ed ha diritto nel essere presente, qualora un ente pubblico attiva una pagina dedicata ai media (edicola virtuale). L’ultimo esempio è quello inerente ad un ente pubblico, quale il Comune di

Italia, Legge editoria: un’anomala situazione con scarsa equità

La redazione dell’agenzia di stampa DENUNCIA un’anomala situazione inerente alla legge dell’editoria ove i soldi cadono a pioggia ad altri media ed agenzie di stampa, ma in questa agenzia non è MAI avvenuto.

La situazione è a dir poco grottesca pensando al fatto che, in un paese normale, la nostra agenzia di stampa avrebbe ottenuto da tempo i contributi all’editoria e le stesse sovvenzioni di altre testate ed agenzie.

Il criterio di assegnazione di questi fondi? società cooperativa o amico in Parlamento, si compila il modulo e se si rientra in questi generosi criteri il Tesoro apre le borse e paga.

- Sui contributi non c’è alcun tipo di controllo, nel senso che con i soldi dello stato le case editrici possono stampare quotidiani anche se poi non li legge nessuno o quasi.
- “Affermazione confermata dai più recenti dati Audipress, la società che si occupa di fare i conti sulla diffusione della stampa nel nostro paese. Un giornale noto ha perso l’8% dei suoi lettori fra il primo e il secondo periodo del 2011 calcolato, e non risulta che gli stanziamenti del governo siano proporzionalmente scesi: anzi, sono esattamente identici fra il 2009 e il 2008 (ultimi dati disponibili) . Per cui sono stati quantomeno male utilizzati, senza che nessuno sollevasse la questione. ”

Insomma, le misure di “sostegno al pluralismo dell’informazione”, così viene chiamato questo tipo di intervento, usano fondi statali per sovvenzionare imprese in perdita.

Ecco che quindi viene perpetuata, in questo modo, la vergogna nazionale di imprese private sussidiate da tutti i cittadini, senza che ovviamente nessuno abbia chiesto loro che ne pensano.

E invece ci tocca continuare a tenere sulle spalle decine di testate che non sono più proprietà di partiti e che facevano riferimento a partiti ormai inesistenti, o che già erano finti “movimenti” prima del dicembre 2006.

Se non ci sono sostegni, perché destinati ad altri, o perché non ci sono i requisiti chiesti, allora risolviamo il problema del sostegno con l’acquisto dei servizi editoriali: come avviene per altre agenzie di stampa; invece abbiamo ancora una volta ascoltato le solite chiacchiere da bar.

Intanto il 90 per cento delle scuole di giornalismo che ci sono in Italia, il cui unico scopo è riempire il portafogli dei loro proprietari e ‘insegnanti’, illudono tanti ragazzi di poter entrare in una professione in crisi.

Nel contempo chi è giornalista autonomo dovrebbe evitare dignitosamente di lavorare a 5 euro al pezzo con tutti quei giornali che ricevono sostegni dallo stato italiano. Piuttosto è consigliabile aprire un blog e, se meritevolmente saprà far bene il suo mestiere, riuscirà a guadagnare di più.

Concludendo: Affinché il sostegno pubblico funzioni – suggerisce Filloux – c’ è bisogno comunque di alcune condizioni chiave:
1. Management molto severo. Suona ovvio, ma troppo speso il denaro pubblico significa grossi sprechi (come spesso si vede nell’ emittenza radiotelevisiva).
2. Niente open-bar. Cioè: niente fondi a pioggia. Se le sovvenzioni servono a favorire un determinato progetto, si deve poterne valutare i risultati..
3. I sussidi possono essere diretti o indiretti. Per esempio la sospensione di una tassa opposta alla concessione di un sussidio per una determinata azienda che scende sotto un certo livello di ricavi pubblicitari (come avviene in Francia).
4. Niente sovvenzioni a vita. Solo sostegni per la trasformazione.

Noi di Emmegipress auspichiamo ad un tavolo di trattativa tale da veder migliorare l’attuale situazione, non le solite chiacchiere da bar, ma fatti concreti; non stiamo parlando del nostro editore, professionista onesto, bensì di quegli enti e istituzioni che investono soldi ovunque e dovunque, dimenticandosi che agenzie come la nostra devono far i conti quotidianamente con delle spese, oltre agli scarsi guadagni derivati da una crisi economica attuale.

La redazione

NOTE:

Alcuni testi (in corsivo) sopra riportati provengono da Infodem.

1) La stampa sussidiata tira un sospiro di sollievo…

2) Italia, Presidenza del Consiglio e convenzioni stampa

3) Italia, Legge editoria: Contributi per quotidiani editi e diffusi all’estero

4) Italia, Legge editoria: Le associazioni consumatori ricevono contributi

5) Italia, Sovvenzioni Stampa: entro il 2011 altri 170 milioni di euro.

6) Italia, Auto blu anche ai capi segreterie e uffici stampa

7) Italia, Politica: Una rendita a dipendenti di partiti estinti

8) Italia-i-consiglieri-regionali-un-costo-altrettanto-elevato

9) Italia, quanto costano i referendum agli italiani ?

10) Italia, Decreto Milleproroghe: le mani in tasca ai cittadini

Altri articoli in fase di raccolta…sui soldi degli ITALIANI che vengono spesi in vari modi…da enti, istituzioni, partiti…

Italia, ICI: La Chiesa non è da sola; è una vera giungla

Oltre alla parrocchie e alle sedi religiose che offrono ospitalità e un letto a studenti e immigrati, tra gli enti pubblici non commerciali che possono essere esenti vi sono nell’ordine: comuni, consorzi, comunità montane, province, regioni, associazioni e enti del demanio collettivo, camere di commercio, aziende sanitarie, enti pubblici non economici, istituti di ricerca, istituti di previdenza e università.

Italia (Emilia Romagna), Politica e Vizi: IDV nell’occhio del ciclone

L’ultimo capitolo della guerra che da un anno si consuma tra i due consiglieri regionali Liana Barbati, numero uno dell’Idv nella provincia di Reggio Emilia e Matteo Riva – che è anche consigliere comunale a Reggio (e da un mese con un piede fuori dal partito) –, riguarda il conto corrente bancario intestato al gruppo consiliare Idv in Regione. Riva, da qualche settimana contesta alla Barbati la spesa di 25 mila euro nel primo semestre 2011 per “spese allegre” e ora minaccia di rivolgersi alla Corte dei Conti.

FONTE

Italia, I vitalizi dei consiglieri nelle regioni

In Emilia, Piemonte e Toscana il vitalizio è più striminzito: tra il 20 e il 30 per cento dell’indennità base, dopo cinque anni; tra il 50 e il 70 per cento per i veterani, ossia coloro con tre legislature (quindici anni) sulle spalle. Percentuali che salgono per i consiglieri regionali pugliesi che terminano il mandato: 40 per cento (cinque anni), 65 per cento (dieci anni), 90 per cento (quindici anni). Tutto questo mentre si annuncia, ad esempio, il ritorno dell’Irpef per la prima casa: dal 2014 i pugliesi pagheranno il 20% sulla rendita catastale.

Italia, Il Pil cresciuto con la sinistra al governo?

L’analisi si basa su dati Eurostat di tre indicatori chiave.
Si tratta di un confronto a partire dal 1995 relativo a PIL, Deficit Pubblico e Debito Pubblico, confrontando i dati dell’Italia e quelli dell’Ue a 25.

-Totali: tutti gli anni dal 1995 al 2010
-Anni CDX: 50% del 2001, 2002, 2003, 2004, 2005, 50% del 2006, 50% del 2008, 2009, 2010
-Anni CSX: 1995, 1996, 1997, 1998, 1999, 2000, 50% del 2001, 50% del 2006, 2007, 50% del 2008

Italia, 33 milioni per i Ds

Nel 2006 e nel 2007 i rimborsi elettorali erano regolari, i Ds infatti sedevano in Parlamento. Dalle politiche del 2008 però non hanno più partecipato alle consultazioni. Al posto dei democratici di sinistra infatti c’è il Pd. Il rimborso però è stato pignorato dalle banche. Parla Ugo Sposetti, ex tesoriere Ds, ora Pd.

VIDEO

Italia, Abolizione Province? Utopia o realtà ?

Vediamo un po’ di conti elaborati dall’Istituto Leoni su dati Istat. Negli ultimi anni le PROVINCE hanno diminuito le spese in opere pubbliche di circa il 30%, mentre sono aumentate quelle correnti e sostanzialmente stabili quelle per il personale (-0,3%). Questo significa che le Province sono improduttive e vivono per mantenere il proprio apparato, quello politico con i consiglieri, la giunta e soprattutto la propria burocrazia. Costo complessivo 16 miliardi di euro. Insomma noi paghiamo per mantenere un ceto politico e una

Italia, Cooperative e consorzi: benefici a iosa


Le cooperative e loro consorzi, per godere delle agevolazioni fiscali previste dalle leggi devono:
essere iscritte nel registro prefettizio e nello schedario generale della cooperazione;
essere in possesso dei requisiti mutualistici agli effetti tributari che devono essere osservati nel periodo di imposta e nei cinque anni precedenti, ovvero nel minor tempo trascorso dalla approvazione degli statuti che li prevedono;

Italia, ICI: chi paga e chi no…Vaticano compreso ? Facciamo chiarezza!

Il “Vaticano” è uno stato a parte ed ovviamente non paga l’ICI degli immobili nel suo territorio. Quindi iniziamo a fare una distinzione, ovvero parliamo di Chiesa Italiana, ma anche di altre congregazioni. Allora la CEI e il Vaticano non sono la stessa cosa. Nel 1992 lo Stato italiano ha istituito l’ICI, l’imposta comunale sugli immobili. Nello stesso intervento normativo (decreto legislativo n. 504/1992) sono state previste delle esenzioni. Qualcuno penserà subito…eh

Italia, Pubblicità occulta? L’AGI publica una notizia enigmatica

L’AGI – Agenzia Giornalistica Italia – ha pubblicato una notizia che a leggerla sembra essere una pubblicità; in pratica si legge che l’Ufficio di Segreteria del Presidente della Repubblica, ha ringraziato il presidente di una Cantina Vinicola (con il logo, nome e la località).