Tag Archives: chiesa
Ordine Templare: La Regola integrale
1. Ci rivolgiamo in primo luogo a quanti disprezzano profondamente la propria volontà e desiderano, con purezza di cuore, servire il re supremo come cavalieri e indossare, ora e per sempre, con premurosa sollecitudine, la nobilissima armatura dell’obbedienza. E perciò esortiamo voi che avete fin qui condotto la vita dei cavalieri secolari, che non ha la propria causa in Cristo e che avete abbracciato solo a vostro vantaggio, a seguire coloro che Dio, per grazia della sua compassione, ha tratto dalla massa dei dannati e, nella sua grande pietà, ha destinato alla difesa della Santa Chiesa, e vi chiediamo di unirvi a loro, subito e per sempre.
L’Antico Codice Cavalleresco
~~~oOo~~~
Un Cavaliere è devoto al valore
il suo cuore conosce solo la virtù
la sua spada difende i bisognosi
la sua forza sostiene i deboli
le sue parole dicono solo verità
la sua ira si abbatte sui malvagi
~~~oOo~~~
Codice Cavalleresco secondo gli scritti antichi:
Officium:
I. Siate fedeli alla cavalleria, ai suoi insegnamenti, e osservate il Codice della Cavalleria in ogni direzione.
Ordine dello Speron d’Oro
L’Ordine della Milizia Aurata, meglio conosciuto con il nome di Ordine dello Speron d’Oro, è un ordine cavalleresco pontificio conferito a coloro che si siano prodigati per diffondere il messaggio della Chiesa, o a coloro che abbiano contribuito alla gloria della Chiesa con le armi, gli scritti, o con altri atti illustri. Precedentemente alle riforme di Gregorio XVI e Pio X, la Milizia Aurata non era un Ordine Cavalleresco, bensì un titolo nobiliare, più precisamente di dignità gentilizia e di pertinenza pontificia, concesso per collazione diretta o subcollazione, grazie al quale si accedeva alla nobiltà ereditaria derivante da tale conferimento pontificio (Cesare Brancaleone, “Legislazione Nobiliare Pontificia”, Rivista
Ista est Regula Militaris Ordinis
Magnum Beigli Chronicon, redatto in occasione dell’incoronazione di Guglielmo d’Olanda a rè dei Romani, nel quale si legge: Regala Militaris Ordinis prcescripta Wilhelmo, cum in Regem Romanorum eligeretur a Principibus Imperi in Cominjs Coloniensibus. Anno Domini MCCXLVII. Dominus autem Cardinalis in Pontìfìcalibus assistens omamenns eidem Armigero dixit, secundum Etymologiam nominis, quod Miles esse debeat.-Magnanimus in adversitate.- Ingenuus in consanguineitate.- Largifluus in benestate.- Egregius in Curialitate.- Strenuus in virili peditate.Sed antequam votimi luce professionis facias cum matura deliberatìone, lugum Regulce prius audias.
Toscana, La Diocesi paga regolarmente ICI
La diocesi di Firenze paga ai vari comuni del comprensorio fiorentino 498.406 euro di ICI, di cui 107 mila euro solo a Firenze. «L’Istituto diocesano di Firenze – spiega Marco Galletti, direttore dell’Istituto diocesano di sostentamento del clero di Firenze – amministra 1.859 unità immobiliari: di queste solo 232, circa il 15%, è esente dal pagamento dell’Ici: per tutto il resto paghiamo regolarmente». «Tra i 232 beni esenti 127 immobili sono adibiti al culto, oppure dati in comodato gratuito a enti e associazioni no profit per attività di utilità sociale; gli altri 105 sono terreni e immobili rurali in cui vivono coltivatori diretti (altro requisito che consente l’esenzione)». Inoltre a sostegno della trasparenza vengono riportati da «Toscana Oggi» alcuni esempi per Firenze e Scandicci.
IL SEGNO DELLA CROCE
Domanda: “Il segno della croce: qual è il suo significato? I cristiani dovrebbero farsi il segno della croce?”
Risposta: La pratica di farsi il segno della croce è quantomai importante nella Chiesa Cattolica Romana, ma è praticata anche fra i greco-ortodossi e gli episcopaliani. La storia del segno della croce risale almeno a Tertulliano, il padre della Chiesa antica che visse fra il 160 e il 220 d.C. Egli scrisse: “Se ci mettiamo in cammino, se usciamo od entriamo, se ci vestiamo, se ci laviamo o andiamo a mensa, a letto, se ci poniamo a sedere, in queste e in tutte le nostre azioni ci segniamo la fronte col segno di croce”.
Ordine di Santo Stefano Papa e Martire
L’Insigne Sacro Militare Ordine di Santo Stefano Papa e Martire è un ordine religioso cavalleresco di fondazione pontificia (Bolla “His quae” del 1º febbraio 1562 di Pio IV), con doppia personalità giuridica, cioè canonica (attualmente “Associazione pubblica di fedeli di fondazione pontificia”) e civile. È di collazione della Casa Granducale di Toscana, così come l’Ordine di San Giuseppe e l’Ordine del merito civile. Dopo vari tentativi di Cosimo de’ Medici duca di Firenze e di Siena (come feudatario imperiale), fu solo con l’ascesa al soglio papale di papa Pio IV, favorevole
Facebook: Corpo Ospitaliero Mercedario
La parola “Mercedario” proviene dalla lingua spagnola, \merTeDárjo\ [adj] rel dell’ordine della Madonna della Mercede (2).
Si parla quindi di un “Ordine di Nostra Signora della Mercede” (in latino Ordo Beatae Mariae Virginis de Mercede), il quale è un istituto religioso maschile di diritto pontificio: i frati di questo ordine mendicante, detti mercedari, pospongono al loro nome la sigla O. de M. Avete letto bene “FRATI”. L’ordine venne fondato a Barcellona il 10 agosto
Priorato Gerosolimitano: Gli insediamenti in Italia
Una ricostruzione degli insediamenti gerosolimitani in Italia è difficile, poiché sono per lo più andati perduti in seguito alla decadenza dell’Ordine – avvenuta nel XVIII secolo – e poi con le soppressioni napoleoniche.
Oltre alla Commenda di San Giovanni di Prè, a Genova, quello di cui si hanno maggiori notizie è il complesso astigiano, dedicato in origine al Santo Sepolcro, fu ceduto nel 1169 agli ospitalieri di San Giovanni in Jerusalem che ne fecero la sede del loro priorato. Da esso dipendevano oltre una sessantina di ospedali e precettorie distribuiti in Piemonte, in Liguria, in Lombardia e in Emilia.
Priorato Gerosolimitano
Il Priorato Gerosolimitano (da Gerusalemme) è un antico ordine religioso cavalleresco, nato nel periodo delle crociate lanciate dalla Chiesa cattolica per liberare il Santo Sepolcro dal controllo dell’Islam.
L’ordine cavalleresco dei Gerosolimitani racchiudeva i Cristiani Cavalieri (monaci benedettini che avevano impugnato le armi) e i Cavalieri Cristiani (soldati che diventavano religiosi: Cavalieri San Giovanni di Gerusalemme, Templari, Teutonici, Cavalieri del Santo Sepolcro). All’epoca delle crociate in Terra Santa, l’attività assistenziale per i viaggiatori di Dio rimaneva prioritaria rispetto
Chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio alle Tre Fontane
La chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio alle Tre Fontane è una chiesa di Roma, nel quartiere Ardeatino, all’interno del complesso abbaziale delle Tre Fontane, di cui rappresenta la chiesa principale. La chiesa fu edificata da Onorio I, insieme ad un monastero, nel 625, ed affidata a monaci greci che vi trasferirono le reliquie di Sant’Anastasio, militare persiano dell’esercito di Cosroe vissuto nel VII secolo, che aveva subito il martirio nel 624. Solo nel 1370 l’abbazia fu arricchita delle reliquie di san Vincenzo di Saragozza, al quale venne dedicata la chiesa. Papa Adriano I, nel 722 circa, restaurò la chiesa, e nel 796, papa Leone III la fece riedificare dalla







