San Giorgio

San Giorgio è venerato come santo e martire dalla quasi totalità delle chiese cristiane che ammettono il culto dei santi ed è chiamato megalomartire.[1] San Giorgio è inoltre onorato dai musulmani con il titolo di “profeta”.[2] Visse nel III secolo e morì prima di Costantino I, probabilmente a Lydda (presso l’odierna Jaffa in Israele), secondo alcune fonti nel 303. Il suo culto risale al IV secolo. Non ci sono notizie certe sulla vita e sulla stessa esistenza di san Giorgio.
Le principali informazioni provengono dalla Passio Georgii che già però il Decretum Gelasianum del 496 classificava tra le opere apocrife.
Secondo questa fonte agiografica Giorgio era originario della Cappadocia (zona dell’odierna Turchia), figlio di Geronzio, persiano, e Policromia, cappadoce, nato verso l’anno 280. I genitori lo educarono alla religione cristiana fino al momento in cui entrò nel servizio militare. Trasferitosi in Palestina, si arruolò nell’esercito dell’imperatore Diocleziano, comportandosi da valoroso soldato fino al punto di giungere a far parte della guardia del corpo dello stesso Diocleziano, divenendo ufficiale delle milizie.

Nel Medioevo la lotta di san Giorgio contro il drago diviene il simbolo della lotta del bene contro il male e per questo il mondo della cavalleria vi vide incarnati i suoi ideali. La leggenda del soldato vincitore del drago contribuì al diffondersi del suo culto che divenne popolarissimo in Occidente ed in tutto l’Oriente bizantino, ove è per eccellenza il «grande martire» e il «trionfatore». Rapidamente egli divenne un santo tra i più venerati in ogni parte del mondo cristiano.
Vari Ordini cavallereschi portano oggi il suo nome e i suoi simboli, fra i più conosciuti si hanno: l’Ordine della Giarrettiera, l’Ordine Teutonico, l’Ordine Militare di Calatrava e molti altri.
Il nome di san Giorgio era invocato contro i serpenti velenosi, la peste, la lebbra e la sifilide e, nei paesi slavi, contro le streghe.
A testimonianza dell’ampia diffusione del culto di san Giorgio sono le numerosissime chiese dedicate al suo nome.
La festa liturgica si celebra il 23 aprile. La sua memoria è celebrata in questo giorno anche nei riti siro e bizantino. Viene onorato, almeno dal IV secolo, come martire di Cristo in ogni parte della Chiesa.
Nel 1969 la Chiesa cattolica declassò il santo nella liturgia a una memoria facoltativa, ma la devozione dei fedeli è continuata.
Dal 1996, dietro autorizzazione ecclesiastica, san Giorgio è il santo protettore delle “Guardie Particolari Giurate”.

San Giorgio venne utilizzato, proprio per certe sue prerogative, come iconografia anche nella Rivoluzione di Ottobre, ad esempio con Lev Trotsky nei panni del santo od altre con una Guardia Rossa sempre impersonificante il santo.
Secondo vari studiosi, tra cui lo scrittore scozzese Robert J. Stewart, San Giorgio e San Michele sono eredi dell’immagine dell’eroe radioso che uccide un drago, parte della fase solare del mito della creazione il cui prototipo fu il dio babilonese Marduk.[3]
In Italia [modifica]
In Italia il culto per san Giorgio fu assai diffuso e le città e i comuni di cui è patrono sono più di cento, di cui uno capoluogo di regione (Campobasso), e due capoluoghi di provincia (Ferrara e Reggio Calabria), inoltre si contano ben ventuno comuni che portano il suo nome. Erroneamente, molti pensano che San Giorgio sia anche il santo patrono di Genova, in quanto uno dei suoi simboli storici. In realtà il patrono del capoluogo ligure è San Giovanni Battista.
A Roma, Belisario (ca 527) affidò alla protezione del santo la porta di san Sebastiano e la chiesa del Velabro, dove venne poi trasferito il cranio di san Giorgio, trovato in Cappadocia da papa Zaccaria (744 – 752).
La sua croce rossa in campo bianco è simbolo anche di Genova, Bologna e di Milano.
Nella provincia di Ferrara il culto è particolarmente diffuso poiché spesso, nella credenza popolare dell’alto Medioevo, il Po ed altri corsi minori venivano considerati la tana di un drago che san Giorgio avrebbe ucciso salvando gli abitanti. In realtà il drago è stato identificato come metafora della pericolosità delle piene del fiume che rischiavano di distruggere Ferrara e gli altri centri della zona. A Ferrara le due chiese principali gli sono dedicate. Ad Argenta invece, è presente la pieve di San Giorgio, addirittura precedente alla nascita della città di Ferrara, a provare l’antichità del culto del santo.
Gli è dedicato il palio di Ferrara nel quale il premio è appunto il drappo del “santo Zorzo” (san Giorgio nel locale dialetto), mentre a Gubbio è uno dei tre santi nel cui nome si svolge la festa dei ceri (o “corsa”) ogni 15 maggio[4]
A Siena, in ricordo della battaglia di Montaperti, si celebravano ogni anno a settembre i Giochi di San Giorgio.
A Soriano nel Cimino, a san Giorgio è dedicata una antica chiesa romanica risalente all’XI secolo e porta il suo nome una delle quattro contrade che partecipano alla “Sagra delle Castagne”, una delle più importanti manifestazioni medioevali in Italia. Durante il corteo storico viene rievoca la battaglia del santo contro il Drago, con un grande carro allegorico in cui compaiono i protagonisti della vicenda.
A Porto San Giorgio la chiesa principale è dedicata a San Giorgio e inoltre il 23 aprile si festeggia il santo patrono con una fiera e una processione che attraversa la città.
San Giorgio Martire è il Santo Patrono di Villaputzu (Ca). Si festeggia il 15 Maggio con l’uscita del santo in processione su un carro sardo trainato da una coppia di buoi, accompagnato oltre che dai fedeli, dal suono delle launeddas e gruppi in costume sardo. Segue la Santa Messa Solennne e successivamente proseguono i festeggiamenti nel sagrato della Chiesa.
Vi è una processione anche a Vieste, in Puglia, una a Modica una a Ragusa Ibla, ed un’ altra a Prizzi ed a Piana degli Albanesi provincia di Palermo, in Sicilia. Viene festeggiato inoltre a Marineo, sempre in provincia di Palermo, il 23 aprile.
A Caresana, paesino della provincia di Vercelli, ogni anno all’ultima Domenica del mese di Aprile si scioglie il voto a san Giorgio con la centenaria Corsa dei Buoi che consiste di far correre gli animali per duecento metri partendo dalla Chiesetta del Santo sopra citato.

Fonte: Wikipedia

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