Influenza e potere dell’Ordine del Toson d’Oro
Nel XVI secolo, il gran magistero dell’Ordine passò di diritto all’Imperatore Carlo V del Sacro Romano Impero, avendo egli ereditato la Borgogna da sua madre, erede dell’ultimo duca. Dal momento che sotto il suo governo era stata praticamente riunita tutta l’Europa, l’Ordine del Toson d’Oro divenne la più potente organizzazione cavalleresca esistente nel mondo. L’Ordine ricevette quindi la piena approvazione e il totale sostegno della Santa Sede, che gli concesse quindi anche speciali privilegi spirituali. Oltre all’Imperatore, quindi, l’Ordine comprese ben presto anche altri importanti cavalieri come i re di Francia, Portogallo, Scozia, Ungheria e Polonia oltre ai duchi di Baviera, Sassonia, Firenze, Savoia e Danimarca e molti altri. Nel 1577 Filippo II di Spagna, figlio di Carlo V, ottenne da papa Gregorio XIII l’esclusività di nominare cavalieri tra le alte classi sociali, rendendo quindi l’Ordine ancora più influente e migliorando lo stesso status sociale del cavalierato.
L’Ordine divenne universalmente il più importante di tutti, e persino i cavalieri dell’Ordine del Santo Sepolcro che presso la Santa Sede erano considerati i primi, dovevano cedere il passo a quelli del Toson d’Oro. Così facendo, dal XVII secolo (come sostiene lo storico olandese Huizinga), l’ordine del Toson d’oro non venne più trattato come un’unione cavalleresca, divenendo innanzitutto un privilegio reale, perdendo completamente il significato originale e divenendo di fatti un simbolo di distinzione e di fiducia regia.
Fonte: Wikipedia
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