Divina liturgia
La Divina Liturgia è il termine corretto per designare la liturgia eucaristica nella tradizione bizantina del Cristianesimo. Viene usata dalla Chiesa ortodossa e dalla Chiesa apostolica armena, nonché in tutte le Chiese cattoliche orientali. Alcuni ortodossi adottano invece il termine santa offerta (in siriaco: qurbono qadisho, in armeno: surb badarak) per le proprie liturgie eucaristiche. Alcune volte si applica questa denominazione anche alle liturgie del rito latino, benché sia prevalente l’uso del termine Messa. Ci sono tre tipi di Divina Liturgia comunemente nel rito bizantino: La Divina Liturgia di san Giovanni Crisostomo, celebrata nella maggior parte dei giorni dell’anno. La Divina Liturgia di san Basilio Magno, celebrata nelle cinque domeniche di Quaresima (il Grande Digiuno) e nella festa di san Basilio (1º gennaio), nella vigilia del Natale e dell’Epifania, il Giovedì Santo e il Sabato Santo. Alcuni celebrano per tradizione la Divina Liturgia di san Basilio anche nella festa dell’Esaltazione della Santa Croce (14 settembre). Pertanto questa liturgia viene celebrata 10 o 11 giorni all’anno.[1]
La Liturgia dei Presantificati viene celebrata i mercoledì e venerdì di Quaresima e i primi tre giorni della Settimana Santa. Consiste essenzialmente nell’ufficio dei vespri ai quali si aggiunge la liturgia eucaristica, ad eccezione della consacrazione che avviene in precedenza. Tradizionalmente è attribuita a papa Gregorio Magno. Nel rito latino si conserva in forma analoga nella liturgia del Venerdì Santo.[2][3][4]
Si ritiene che la Divina Liturgia di san Giovanni Crisostomo sia una forma abbreviata di quella di san Basilio Magno. Entrambe discendono dalla più antica Divina Liturgia di san Giacomo di Gerusalemme, che tradizionalmente è attribuita al primo vescovo di Gerusalemme, Giacomo il Giusto. Viene celebrata una volta all’anno, il 31 dicembre, in occasione della festa del santo, tradizionalmente solo a Gerusalemme, ma oggigiorno anche in altri luoghi.[5]
Fonte: Wikipedia
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