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Abbazia di Pomposa ed i mandala
L’Abbazia di Pomposa situata nel comune di Codigoro in provincia di Ferrara è un’abbazia risalente al IX secolo e una delle più importanti di tutto il Nord Italia. L’abbazia che noi oggi ammiriamo venne consacrata nel 1026 (quindi edificata prima) dall’abate Guido. Alla basilica il magister Mazulo aggiunse un nartece con tre grandi arcate. Ebbe una grande importanza per la conservazione e la diffusione della cultura durante il Medioevo, grazie ai monaci amanuensi che vi risiedevano. In quest’abbazia il monaco Guido d’Arezzo ideò la moderna notazione musicale e fissò il nome delle note musicali. Fra il 1040 e il 1042 vi soggiornò anche il ravennate Pier Damiani, chiamato a istruire i monaci.
Levati, anch’io sono uomo!
Il gesto di inchino al Papa e baciare la mano o l’anello è una tradizione nata nell’impero bizantino ai tempi dell’Imperatrice Teodora come segno di estrema devozione al sovrano. D’altrocanto il papa, in segno d’umiltà, è solito baciare la terra appena arrivato in un nuovo paese. La parola “anello” è un’espressione che è scritta in 9 versetti:
Religione, spiritualità e prelati; la storia non si puo’ cancellare
Nel l855 il Re piemontese firmò un decreto del Parlamento che sopprimeva gli Ordini contemplativi e gli Ordini mendicanti, cioè Francescani e Domenicani, con la motivazioni che questi Ordini religiosi erano ormai inutili, i loro membri non lavoravano, non producevano. Lo Stato risorgimentale poteva benissimo fare a meno di loro.
Nel 1861 si possono contare 70 vescovi rimossi dalla loro sede o incarcerati, centinaia di preti in prigione, 12.000 religiosi e suore che vivevano nel Sud appena annesso al Piemonte sbattuti fuori dai conventi. 64 sacerdoti e 22 frati fucilati, perlopiù in Meridione.
L’educazione del giovane samurai era divisa in due parti
L’educazione del giovane samurai era divisa in due parti, prima e dopo i 15 anni (Nitobe 1980: 107):
a) il “piccolo insegnamento”, che iniziava a 5 anni (quando si iniziavano ad indossare i distintivi della casata e si sostituiva il pugnale giocattolo portato alla cintola del bambino con uno vero) contemplava l’istruzione primaria, regole di comportamento verso i genitori ed i maestri, rei, conversazione e musica;
b) il “grande insegnamento”, basato sull’omonima opera confuciana (Ta Hsüeh, in giapponese Daigaku), basato sull’autodisciplina e sulla sincerità; era inoltre richiesta la conoscenza di altre opere confuciane più i songo ossia i trattati cinesi sull’arte della guerra, nonché la calligrafia, la letteratura, l’equitazione, il tiro con l’arco e altre innumerevoli arti marziali.
VATICANO, PAPA FRANCESCO: I CARRIERISTI FANNO UN GRANDE DANNO ALLA CHIESA
Città del Vaticano, 8 maggio 2013 (VIS). “Gli uomini e le donne di Chiesa che sono carrieristi, arrampicatori, che ‘usano’ il popolo, la Chiesa, i fratelli e le sorelle – quelli che dovrebbero servire – come trampolino per i propri interessi e le ambizioni personali, fanno un danno grande alla Chiesa”. Queste le parole che Papa Francesco ha rivolto alle partecipanti all’Assemblea Plenaria dell’Unione Internazionale delle Superiore Generali, ricevute in udienza questa mattina.Il Papa ha proposto alle religiose tre temi, l’obbedienza, la povertà e la castità: “L’obbedienza come ascolto della volontà di Dio, nella mozione interiore dello Spirito Santo autenticata dalla Chiesa, accettando che l’obbedienza passi anche attraverso le mediazioni umane. (…) Povertà che insegna la solidarietà, la condivisione e la carità, e che si esprime anche in una sobrietà e gioia dell’essenziale, per mettere in guardia dagli idoli materiali che offuscano il senso autentico della vita.
Cavaliere: uomo armato a cavallo.
Questa definizione, che sembra una tautologia, descrive invece appieno il potere insito nella figura del Cavaliere riunendo i tre elementi che fanno di questa figura un unicum nella storia della guerra e dei guerrieri.
Uomo, cavallo e arma costituiscono una triade che attraverso i secoli e le nazioni mantiene inalterato un insieme di valori e di significati, che possono modificarsi ed arricchirsi ma che nella loro sostanza non subiscono mutazioni di rilievo. Se è possibile comparare il Cavaliere europeo con quello eurasiatico o estremo orientale ciò accade perché ovunque vi sia Cavalleria il carattere sacro di tale triade di elementi è riconosciuto e suscita ammirazione, meraviglia e rispetto in coloro che cavalieri non sono.
Liturgia cattolica nel mondo
Benedetto XVI indicando l’esempio di san Francesco d’Assisi, molto devoto al Santissimo Sacramento, aveva spiegato che il vero riformatore è qualcuno che obbedisce alla fede: non si muove in modo arbitrario e non si arroga alcuna discrezionalità sul rito. Non è il padrone ma il custode del tesoro istituito dal Signore e consegnato a noi. L’exPapa chiedeva dunque alla Congregazione di promuovere un rinnovamento conforme al Vaticano II, in sintonia con la tradizione liturgica della Chiesa, senza dimenticare la norma conciliare che prescrive di non introdurre innovazioni se non quando lo richieda una vera e accertata utilità per la Chiesa, con l’avvertenza che le nuove forme, in ogni caso, devono scaturire organicamente da quelle già esistenti.
La genesi storico-culturale del concetto di futuwwa
La genesi storico-culturale del concetto di futuwwa origina certamente dalla nozione di muruwwa.[1] Un concetto che è stato approfondito da uno dei maggiori studiosi dell’Islam, ovvero Ignaz Goldziher. Nel suo Muslim Studies[2] questo autore individua nel termine “virtù” il migliore significato attribuibile alla parola muruwwa. Una traduzione, come si vede, che possiede implicitamente delle origine latine (“virtus”).[3]
Con [il termine di] muruwwa la lingua araba intende tutte quelle virtù che, fondate nella tradizione della sua gente, costituiscono la reputazione di un individuo o della tribù cui egli appartiene; l’osservanza di questi doveri è connessa con la parentela, i rapporti di protezione e ospitalità, e l’osservanza della grande legge della vendetta di sangue.[4]
Nascita e significato dell’Ortodossia
La nascita dell’Ortodossia si può datare, in un certo qual modo, intorno al quarto secolo, quando il Cristianesimo comincia ad allontanarsi dal paradigma giudaico-cristiano e inizia a tenere i primi Concili. Ortodossia, dal termine “ortodosso” significa letteralmente “retta dottrina”. A questo significato primario, la tradizione ecclesiale ne aggiunge un secondo, complementare al primo: quello di “retta glorificazione” I due concetti vogliono esprimere la medesima realtà, cioè la professione della retta fede cristiana, sia essa formulata sul piano concettuale (dottrina (religione)) o celebrata nella liturgia della Chiesa (glorificazione).
Chiesa ortodossa
La Chiesa ortodossa, ovvero letteralmente chiesa “di corretta opinione”, (nota ufficialmente e presso i suoi aderenti come Chiesa cattolica ortodossa) è una comunione di Chiese cristiane autocefale, erede della cristianità dell’Impero bizantino, che riconosce un primato d’onore al Patriarca ecumenico di Costantinopoli, dal momento che la sede di Roma, a cui spetterebbe il primato onorifico[non chiaro], non è più in comunione con l’Ortodossia. Essa ritiene che al proprio interno sussista, in via esclusiva, la continuità della Chiesa fondata da Gesù.
Il movimento ecumenico
I primi vani tentativi di ristabilimento dell’unità dei cristiani risalgono ai concili di Lione (1274) e di Firenze (1439) in cui furono formulate proposte di riunificazione tra le Chiese di Oriente e di Occidente. Nel XIX secolo va ricordato un particolare impegno della Chiesa anglicana per individuare le basi comuni per la ricomposizione di un’unica grande Chiesa cattolica (Movimento di Oxford nel 1833 – Successive riunioni della Conferenza di Lambeth). L’inizio ufficiale viene generalmente fissato al 1910 in ambito protestante: durante la Conferenza mondiale delle società missionarie protestanti e anglicane dell’area anglo-americana e del Commonwealth a Edimburgo, le giovani Chiese avanzarono con forza profetica la richiesta ai missionari di predicare il Vangelo e non le divisioni tra le grandi confessioni storiche.
Ecumenismo (la definizione di…)
L’ecumenismo è il movimento che tende a riavvicinare e a riunire tutti i fedeli cristiani e quelli delle diverse Chiese. Il punto di partenza è la comune fede nella Trinità: in Dio Padre, in Gesù Cristo Figlio e in Dio Spirito Santo. La parola deriva dal termine greco oikouméne, che indica in origine la parte abitata della Terra; la scelta indica come una sorta di indirizzo nella ricerca di una sempre più stretta collaborazione e comunione tra le varie chiese cristiane che abitano il mondo. Anche se non sono mai mancati elementi di contrasto, dottrinali e pratici, già nelle primissime comunità (come testimoniano gli Atti degli Apostoli e alcune lettere di San Paolo), le prime divisioni tra cristiani, i cui effetti durano ancora oggi, hanno avuto inizio circa quattrocento anni dopo la morte di Gesù, intorno alle questioni di fondo sulla sua natura, come vero Dio e vero uomo.







