Ordine Reale di Scozia
Secondo G. Draffen of Newington, membro del governo del Corpo, The Royal Order of Scotland sicuramente esisteva fin dal lontano 1730. Rappresenta un Corpo parallelo alla Massoneria, in cui resta peraltro radicato, un sistema unico, in quanto non ammette che una sola Gran Loggia per tutto il mondo. Raggruppa una quarantina di Grandi Logge Provinciali, in gran parte fondate nel Commonwealth, ma anche in Olanda, Stati Uniti, Sudafrica e Filippine. In origine la sola qualificazione definita dalle sue Costituzioni era quella d’essere Maestro Massone da almeno cinque anni.
Ordine della Stretta Osservanza
Ordine di ispirazione cavalleresca, fondato in Germania nel 1756 dal barone von Hund und Altengrotkau, che alle sue origini era destinato a resuscitare i fasti dell’Ordine del Tempio. Varie cerchie massoniche s’interessarono subito a quest’ordine autodefinitosi illustre, tra le quali una corrente francese di tendenza mistica facente capo al giovane (aveva allora 26 anni) carismatico francese Jean Baptiste Willermoz (v.). L’Illustre O.S.O. conobbe un grande successo, anche se limitato alla sola nazione d’origine, grazie all’avvertenza sfruttata dal suo fondatore di articolare il suo rituale con allusioni simboliche, atte a conquistare le romantiche inclinazioni tedesche. Inoltre vi prendeva presto corpo una sorta di mito, quello dei “Superiori incogniti”, che avrebbero diretto la Massoneria, mantenendola sul retto cammino. Era sottinteso che quei misteriosi Superiori incogniti (detti anche Sconosciuti) non erano esseri umani veri e propri, ma entità viventi nel piano astrale (v.), da dove emanavano benefiche influenze occulte. L’apoteosi del Regime coincise certamente con il Convento di Wilhelmsbad (1782), convocato dal duca Ferdinando di Brunswick, che vi fu eletto Gran Maestro Generale di tutte le Province dell’Ordine dei Cavalieri Benefici e dei Muratori Rettificati.
Santo Sepolcro, I Cavalieri ed i monaci (la storia)
I Cavalieri ed i monaci che occupavano la chiesa del Santo Sepolcro, instaurata dall’attivo Goffredo, costituivano un Ordine ufficialmente riconosciuto, detto appunto del Santo Sepolcro. Lo stesso principio poteva essere applicato agli inquilini dell’Abbazia del Monte Sion, ed i documenti dimostravano che questa doveva essere la realtà. La comunità assumeva infatti il duplice nome di Santa Maria del Monte Sion e del Santo Sepolcro. Già nel 1698 uno storico riferiva testualmente: “Vi erano in Gerusalemme, durante le Crociate, Cavalieri legati all’Abbazia di Nostra Signora di Sion”. Venivano portati alla luce gli originali di documenti dell’epoca, che portavano il sigillo e la firma di vari priori di “Nostra Signora di Sion”.
Il tramonto della cavalleria
Il momento magico dei cavalieri medioevali fu l’avventura delle Crociate, specie la prima, trascorso il quale iniziò la loro crisi lentamente per continuare, poi, sempre più rapidamente, crisi che culminerà nella battaglia degli Speroni d’Oro a Courtrai, 1302. In questa battaglia, simbolicamente ritenuta la fine dei cavalieri medioevali, come funzione militare definitiva, le truppe formate da mercanti ed artigiani delle Fiandre massacrarono i cavalieri francesi facendo mucchi dei loro speroni dorati. L’introduzione delle armi da fuoco dette poi il colpo di grazia alla cavalleria che vide sempre più le proprie cariche fermate da piogge di proiettili di archibugio o dai tiri dei cannoni.
Ussari alati di Polonia
Gli Ussari alati di Polonia (Husaria in lingua polacca, Пољски хусари in lingua russa) furono il corpo militare che costituì il nerbo delle forze di cavalleria dell’esercito del Regno di Polonia prima e della Confederazione Polacco-Lituana (v. Unione di Lublino – 1569) poi. Rispetto ai normali ussari, classificabili come forze di cavalleria leggera, gli ussari polacchi erano una forza di cavalleria pesante d’élite.
Fondati nel biennio 1574-1576 per volontà del sovrano Stefan Batory (regno 1576-1586), grande riformatore dell’armata confederata, gli ussari alati scomparvero per volontà del Sejm (parlamento) della Confederazione nel 1775.
La Iglesia católica no siente el flagelo de la crisis
La austeridad que afecta a prácticamente todas las esferas de la vida en España parece no afectar a la Iglesia católica. Pese a la crisis económica la institución conserva la plenitud de sus privilegios y exenciones fiscales. ¿Cuántos millones de euros atesora la Iglesia?, ¿le afecta la crisis?, ¿cuál es su patrimonio? El cálculo resulta inviable, según la propia Conferencia Episcopal. En época de ajustes, la opacidad de las cifras y los privilegios económicos atraen la lupa sobre la Iglesia católica en España. Según un informe de la Fundación 1º de Mayo, el año pasado la institución recibió 5.700 millones de euros de dinero público. No obstante, otro informe duplica la cifra. ”Es un despropósito, nosotros hemos sumado, y nos sale del orden de 11.400 millones de euros, que es algo más del 1% del PIB de España. Estamos incluyendo ahí no sólo lo que recibe directamente, sino lo que se ahorra por no pagar, las exenciones fiscales”, sostiene Enrique Ruiz, miembro de Europa Laica.
L’etica cavalleresca
Con l’alto medioevo iniziano ad affacciarsi le più importanti innovazioni tecnologiche che riaprono le porte della cultura militare agli esclusi di un tempo attraverso le fanterie pesanti. Nel basso e alto Medioevo, troviamo poi le crociate, che hanno lasciato in eredità la cavalleria dei tornei e dei “beaux gestes” personificata nella figura del cavaliere soldato, cristiano e gentiluomo, difensore dei deboli ed araldo della giustizia, errante ed antesignano del soldato di ventura. La letteratura dei “romanzi cortesi”, dei “cavalieri della Tavola rotonda” ci ha tramandato il cerimoniale della veglia d’armi, della solenne investitura del cavaliere e della sua solenne promessa di difendere i deboli e la giustizia.
Il codice cavalleresco
Tra i valori su cui maggiormente si poggia l’etica militare vi è quindi l’onore[17]. È sul valore dell’onore che il miles trova la base del suo retto agire, è sull’onore che si fonda l’essenza del gentiluomo. Una fonte preziosa per capire, affrontare e approfondire la problematica delle vertenze cavalleresche è costituita in Italia dal Codice cavalleresco italiano di Jacopo Gelli,[18]. Infatti, se andiamo a scorrerlo appureremo che
« … l’onore viene determinato dalla stima e dalla considerazione che una persona onesta ha saputo acquistarsi nella opinione pubblica mediante le azioni compiute, sempre in linea con i dettami delle
I sette princìpi del Bushido
Il Bushido si fonda su sette concetti fondamentali, ai quali il samurai deve scrupolosamente attenersi:[3]
義, Gi: Onestà e Giustizia
Sii scrupolosamente onesto nei rapporti con gli altri, credi nella giustizia che proviene non dalle altre persone ma da te stesso. Il vero Samurai non ha incertezze sulla questione dell’onestà e della giustizia. Vi è solo ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.
Prove archeologiche a conferma della Bibbia
Quelli che seguono sono solo alcuni esempi dei numerosi reperti archeologici che hanno confermato l’autenticità della narrazione e degli eventi della Sacra Bibbia.
Le prove sono così schiaccianti che il rinomato archeologo Nelson Glueck ha dichiarato: “Si può affermare categoricamente che nessuna scoperta archeologica abbia mai contraddetto i riferimenti biblici”. Huston Smith, uno studioso, ha giustamente affermato che se i canoni rigorosi impiegati per verificare l’affidabilità storica della Bibbia fossero stati applicati anche agli studi classici, la nostra visione del mondo Greco-Romano oggi sarebbe in frantumi.
DIVIDERE LA PAROLA DELLA VERITA’ 2 Timoteo 2:15
Per non essere confusi dobbiamo dividere la Parola di Dio in modo corretto. Lo dice chiaramente 2 Timoteo 2:15 ma il verbo “tagliare” o “dividere” è stato tradotto spesso come “dispensare” che non ha niente a che fare col verbo del testo originale.






